Intervista ad Alessandro e Valeria Vignaga, che raccontano a una sola voce il decennio che ha trasformato l’azienda di famiglia.
Gennaio 2016 – gennaio 2026. Dieci anni che hanno segnato il passaggio generazionale in MCS DUE. Ne parliamo con Alessandro Vignaga, Amministratore e responsabile commerciale, e con sua sorella Valeria, che insieme hanno raccolto il testimone dai genitori fondatori. Una conversazione in cui le loro voci si fondono naturalmente, come accade quando due persone condividono la stessa visione.
Torniamo a gennaio 2016: quali sono stati i fattori chiave che hanno portato alla nascita di MCS DUE e al passaggio generazionale?
Il passaggio generazionale è in realtà iniziato molto prima del 2016, in modo progressivo e naturale. Quella data rappresenta una formalizzazione, non un punto e a capo. Essendo parte di un’unica famiglia, preferiamo definirlo un punto e virgola: una pausa che segna continuità, non cesura.
In che modo il passaggio generazionale è stato preparato nel tempo?

Tutto dipende anche dal carattere dei nostri genitori, in particolare di nostro padre. Da sempre ha avuto un approccio non prevaricatore, non accentratore. Già dal 2008, anno di acquisto del nuovo capannone, le scelte per investimenti e macchinari ci sono state affidate con estrema tranquillità. All’inizio in affiancamento, poi progressivamente con carta bianca.
Qual è stato l’equilibrio tra continuità e cambiamento nei primi anni di MCS DUE?
Nostro padre non vedeva l’ora di questo passaggio. È stata una transizione graduale: prima ha iniziato a concedersi alcuni giorni alla settimana, poi sempre di più. Il Covid e i lockdown hanno poi rappresentato l’esperimento dell’assenza totale prolungata, con presenze sempre più sporadiche e da remoto. Nostra madre invece ci ha messo più tempo, essendo esperta nella gestione amministrativa e forse un po’ più gelosa della propria funzione. Ha sempre descritto l’azienda come il “terzo figlio”, e una mamma fa sempre più fatica a lasciare andare.
Quali competenze personali avete portato in MCS DUE che oggi ritenete decisive per la sua crescita?
Ci completiamo a vicenda. Alessandro ha una mente creativa, non incosciente ma propensa a buttarsi senza meditare troppo, per evitare il rischio di rimanere statici. È un curioso a cui piace proporre un servizio, non solo un prodotto. Valeria possiede invece una mente più matematica, predisposta agli ambiti amministrativi. Siamo gli alter ego dei nostri genitori, pari pari. E questo equilibrio è sempre stato nel DNA familiare.
Guardando a questi dieci anni, quali sono le principali trasformazioni che MCS DUE ha affrontato a livello tecnologico e organizzativo?
L’azienda è cresciuta significativamente, aumentando il fatturato del 60% rispetto all’epoca. Ma non è solo questione di numeri: il team si è allargato e di conseguenza è migliorata l’organizzazione in tutti gli ambiti.

È cambiato il rapporto con i clienti?
Assolutamente sì. Il cambio generazionale coinvolge anche il lato cliente: se in passato i referenti erano spesso più anziani di noi, ora sono quasi coetanei o addirittura più giovani. Questo si traduce in modi diversi di pensare, di vivere il lavoro, di costruire relazioni.
Quali investimenti strategici hanno segnato maggiormente questo decennio?
Sicuramente l’espansione del personale nell’ufficio tecnico: volevamo smettere di essere puri esecutori di specifiche per diventare capaci di progettare un prodotto dall’A alla Z. Poi l’ambito della stampa 3D a livello tecnologico, insieme a un’evoluzione generale in tutti i processi già presenti prima del 2016.
Quanto conta oggi la capacità di personalizzazione come leva competitiva?
Molto. È una caratteristica apprezzatissima dai clienti. Riusciamo a sollevarli dalla gestione di più fornitori, molto spesso.
Come viene garantita la qualità in un contesto produttivo sempre più flessibile e su misura?
Non è semplice, perché non siamo monotematici. Ogni reparto è come una piccola azienda connessa ad altre piccole aziende all’interno dello stesso sistema. Ciascuna ha specifiche procedure, competenze proprie, sistemi di controllo in processo calibrati sulla lavorazione svolta.

Che ruolo hanno le persone nella crescita di MCS DUE?
Ci vantiamo di non avere significativi turnover: questo è sinonimo di fidelizzazione ma anche di mantenimento delle competenze. Ogni passaggio di consegna comporta una perdita di know-how, quindi la fidelizzazione del personale diventa indirettamente un valore aggiunto per il cliente.
Quali valori guidano oggi il lavoro quotidiano dell’azienda?
Continuare a lavorare con passione. Lo sintetizziamo così.
Come viene trasmessa la competenza tecnica alle nuove generazioni di collaboratori?

Attraverso l’affiancamento con le figure più esperte, che sono tutte di lunga data. A questo si aggiungono procedure consolidate, supportate da sistemi informatici di archiviazione e gestione documentale.
Qual è il valore principale che MCS DUE offre oggi ai propri clienti rispetto a dieci anni fa?
La capacità di proporci con un approccio innanzitutto consulenziale e proattivo.
Quali sono state le sfide più complesse affrontate in questi dieci anni?
Le sfide sono all’ordine del giorno, ma non le definiremmo complesse, altrimenti sarebbe un dramma venire al lavoro. Con i clienti riusciamo quasi sempre a entrare in sintonia, grazie a un approccio amichevole e di partnership. Questo elimina alla base la possibilità di attriti o complessità da gestire.
Guardando al futuro, quali sono le direttrici strategiche su cui state lavorando?
Il miglioramento continuo dei processi ci interessa molto: che sia in macchinari, in automatismi e supporti informatici, o addirittura in implementazioni di intelligenza artificiale.

Come immaginate MCS DUE nel prossimo decennio?
Difficile rispondere. Dieci anni fa avevamo una visione che si è poi avverata in termini di business: diventare un partner esperto nell’ambito degli accessori per strumentazioni elettroniche, contenitori e interfacce uomo-macchina. Non avremmo mai immaginato però le evoluzioni nell’ambito della stampa 3D, neanche lontanamente. Quindi rimarremo vigili, interessati e curiosi.
Se doveste riassumere questi dieci anni in una parola?
Storia che evolve. Ci fa pensare a 42 anni complessivi dal 1983, di cui dieci di evoluzione con la seconda generazione.
Che messaggio vi sentite di condividere con clienti e partner?
Avere a che fare con MCS significa interfacciarsi con un team giovane, stimolato e competente. Venite a trovarci, venite a vedere e toccare con mano la nostra produzione e le nostre realizzazioni.